Sarà l’amicizia diretta con Betlemme, o forse lo spirito natalizio che tutto avvolge in questi giorni. Sarà per le decine e decine di volontari che si adoperano da mesi, o magari solo per la curiosità di vedere a quale risultato ha portato tanto lavoro. Sarà un po’ per tutte queste cose ed altre ancora, ma la seconda rappresentazione del presepe vivente di Pratovecchio (Arezzo) è particolarmente sentita, in paese e nei dintorni. Ancora pochi giorni di pazienza comunque, perché le tre uscite previste dagli organizzatori – Comune di Pratovecchio, Parrocchia del SS. Nome di Gesù, Pro-Loco e Confraternita di Misericordia – sono in programma per il 26 dicembre, il 2 e il 6 gennaio. Per avere un assaggio di ciò che attende turisti e visitatori basterà invece fare una capatina in Piazza Vecchia, nel cuore del centro storico del paese, dove si affacciano la Propositura e il monastero delle Domenicane: già ricostruita (nel Parco delle Rimembranze) dal pool di volontari guidati dal regista Paolo Vestri e coordinati da Guido Checcacci, la reggia di Re Erode ci introduce in un mondo lontano nel tempo ma vicino ai nostri sentimenti. I palazzi di Piazza Vecchia, anche quest’anno al centro della manifestazione: il cortile di Palazzo Vigiani è già pronto per ospitare la capannuccia e la Sacra Famiglia. Anzi, «le» Sacre Famiglie, perché saranno più bambinelli, coi relativi genitori, ad alternarsi a rappresentare Gesù Bambino. A Casa Nardi Berti invece troverà spazio la ricostruzione di un’osteria palestinese dell’epoca. Uno dei tanti «alberghi» che non accolsero i forestieri Giuseppe e Maria venuti a Betlemme a registrarsi per il censimento, perché per loro «non c’era posto». E infine la parte più antica, il Cassero con gli immobili del Teatro Antei e della Sala del Podestà, da dove il giorno dell’Epifania muovono i Re Magi a cavallo per arrivare alla grotta della Natività, come atto conclusivo del presepe vivente e «sigla finale» di tutte le festività natalizie.
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