Si inaugura a Cecina (LI), sabato 15 settembre ore 18.00, presso la sede del Centro Espositivo “Il Palazzetto”, la personale di pittura, disegno e scultura dell’artista Marcello Scarselli.
La mostra, organizzata dall’Accademia Libera Natura e Cultura di Querceto (LI), dall’associazione “Il Teatro dell’Anima” e con il Patrocinio del comune di Cecina, resterà aperta al pubblico ad ingresso libero fino al 30 settembre nell’orario 17.00-20.00 (giorno di chiusura il lunedì).
Sulle tracce figurative ridotte e nelle apparizioni sporadiche in ambiente arcaico elegante e minimalista, la celebrazione dell’indipendenza rappresentativa dell’opera d’arte, raggiunge nella fase più contemporanea di ricerca di Marcello Scarselli, nelle opere pittoriche come nella produzione scultorea con impiego di materiali diversi, un nuovo complesso livello di soluzioni cromatiche e compositive.
“Di terra, di sole” è l’ultimo approdo di indagine espressiva in un ritrovato ambiente di senso: naturale, incontaminato, dai timbri talvolta solitari, ma di eleganza e bellezza seducenti e confortanti.
Ancora si sentono le atmosfere del fresco rupestre, la sensazione di roccia bagnata, o l’ambientazione di stanze affrescate come in antiche ville romane pompeiane, sotto i segni riconoscibili del trascorrere del tempo, sui percorsi incompiuti, ma evocativi e narranti, dell’usura e del restauro.
Nelle tele e supporti lavorati in tecnica mista più recenti però, una rievocazione quasi inconscia delle prime espressioni dell’arte umana universale sulla bidimensionalità rappresentativa del piano, l’elementarità delle forme e la forza irrompente del concetto, si materializzano ora attraverso colorazioni che si fanno tendenzialmente più uniformi, in soluzioni sintetiche ed innaturali vicine all’ultimo Mirò e quasi in omaggio implicito allo stesso Mondrian.
Poche immagini riconoscibili, o uno stesso soggetto reiterato, in celebrazione geometrizzante della composizione, uno sforzo della memoria in indagini sul piano dell’invisibile, conducono su linee di ricerca concretizzate sul confine tra concetti antichi e tradizionali, come la dizione “Il vecchio e il mare” (o anche in “La Vecchia Tavola”) che individuano contenuti e rappresentazioni che assumono invece la complessa raffigurazione di un collage fotografico moderno in contesto primitivo e incontaminato.
L’idea di un’autoriflessione ampia a caduta continua di ricordi dalla memoria più remota, pensieri intimi, ripensamenti su errori fatti, azioni mancate, la donna-Modì, o gli stessi volti di Picasso in “luoghi” primordiali con citazione anche di arabeschi decorativi, delineano, nell’ultimo Scarselli, l’irrompere del pensiero contemporaneo in un ambiente neo-arcaico attraverso la forza sintetica delle cromie e la geometria riproposta nella concezione strutturale dello spazio.
L’opera “La Buca”, rappresenta, su questa linea, quasi una svolta: un’ampia stesura di piano in blu innaturale, da cui affiorano, in andamento musicale, pochi elementi di misterioso significato, provoca, come anche nello studio su tre tele “Orizzonti”, una suggestione drammatica di grande forza concettuale, una lotta e un amore insieme per gli spazi naturali forse troppo aperti e imponderabili per la limitata azione dell’uomo, per l’organizzazione del pensiero individuale e per la ricostruzione di una memoria singola o collettiva sulle tracce di un ambiente, ora impervio, ora confortante, ora familiare, ma ancora per larga parte sconosciuto, e che comunque partecipa, insieme alle invenzioni sintetiche e “tecnologiche” del colore contemporaneo, alla costruzione di tavole rupestri di conservazione e testimonianza immediate, di una sfuggevole e forse già perduta storia e memoria contemporanea.
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